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--𝙿𝚊𝚜𝚜𝚒𝚘𝚗𝚊𝚝𝚎 𝚌𝚕𝚒𝚖𝚋𝚎𝚛, 𝚌𝚘𝚍𝚎𝚛 𝚊𝚗𝚍 𝙻𝚒𝚗𝚞𝚡 𝚞𝚜𝚎𝚛–

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  • @letterina @libri mi interessai molto alla storia di Chris McCandless. Mi dispiace dirlo ma sulla sua triste storia hanno speculato tutti, da Jon Krakauer con il suo libro a Sean Penn con un film che ha letteralmente reinventato interi episodi della vita del giovane pur di produrre una pellicola più spendibile sul mercato.
    Le scene del famoso autobus 142 furono girate miglia e miglia lontano dal posto originale dove Chris visse la sua (dis)avventura. I luoghi originali erano piuttosto squallidi e pieni di mosquitos, Sean Penn girò le scene del suo film in posti dove Chris non era mai stato solo perché erano più scenografici. Chris non riuscì mai a scendere in canoa il Colorado, come invece mostra il film. Si perse e fu salvato in extremis dalle guardie del parco.
    Né il libro né il film fanno capire quanto fossero gravi le condizioni psichiche di Chris McCandless, che pagò con la vita diverse scelte fatte da inesperto, in modo assurdo, anche a causa dei suoi disturbi psichiatrici. Raccontata come una meravigliosa avventura finita male, in realtà è stata una storia triste, di sofferenza e disagio, finita tragicamente ma raccontata in modo surreale per puro interesse commerciale.